Perché fu detto “della Pallacorda” il giuramento dell’Assemblea Nazionale Costituente?

Quando, in piena crisi economica, il re di Francia Luigi XVI non potè fare a meno di convocare per il 5 maggio 1789 gli ‘Stati generali’ che erano composti da ‘Primo Stato’, i nobili, ‘Secondo Stato’, il clero, ‘Terzo Stato’, la borghesia ed il popolo.
In questo clima, il ‘Terzo Stato’ giurò che la riunione non si sarebbe sciolta finchè non fosse stata promulgata la Costituzione…

La borghesia insieme al popolo, il ‘Terzo Stato’, avevano infatti in animo di porre fine ai privilegi e alla sopraffazione che, da parte dei potenti, erano stati perpetrati ai danni delle classi più povere.
Il ‘Terzo Stato’ intendeva anche avere una Costituzione alla quale anche il re dovesse sottostare, rinunciando così al potere assoluto.
Per tali motivi il ‘Terzo Stato’ si proclamò Assemblea Nazionale Costituente.
Nel corso dell’Assemblea fu proposto che si votasse per ‘ordini’ e non per ‘testa’; se così fosse stato, infatti, si sarebbe riportata la vittoria del ‘Primo Stato’ e del ‘Secondo Stato’.
Ciò non convinse i rappresentanti del ‘Terzo Stato’ che numericamente erano uguali ai primi due ordini, nobiltà e clero, sicchè restarono fermi sulle loro posizioni fino a quando ebbero ottenuto ciò che chiedevano e che, alla fine, prevalse il 27 giugno del 1789.
Il giuramento di costoro di non disperdersi prima di aver ottenuto ciò che si erano prefissi, fu pronunciato nel salone della Pallacorda, chiamato così perché in esso si teneva il gioco della Pallacorda che era una sorta di tennis; ecco perché il giuramento dell’Assemblea Nazionale Costituente passò alla storia con tale nome.

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