Riassunti Promessi sposi – trentacinquesimo capitolo

I Promessi Sposi – riassunto capitolo 35.

Capitolo trentacinque de I Promessi sposi, il riassunto che vi proponiamo è uno di quelli – a nostro avviso – più belli del capolavoro di Alessandro Manzoni e il protagonista del capitolo XXXV è ancora una volta Renzo Tramaglino che, andando alla ricerca della sua amata, Lucia Mondella, si ritrova nel lazzaretto, varie sono le scene tenere, tristi, dolorose che si presentano agli occhi del giovane.

L’incontro con Fra Cristoforo.

Nel lazzaretto Renzo incontra padre Cristoforo che lo conduce da don Rodrigo morente; dopo i saluti il frate e il giovane si dirigono ognuno per la propria strada con l’intesa di rivedersi presto, dopo che Renzo avrà avuto notizie di Lucia.

Lo spettacolo che si offre allo sguardo di Renzo, quando egli entra nel lazzaretto, è semplicemente devastante: sedicimila appestati popolano quello spazio, languenti, in mezzo a cadaveri ‘sopra sacconi, o sulla paglia’ e tutt’intorno un andarivieni ‘di convalescenti, di frenetici, di serventi’, di carri che portano via della roba per fare spazio, di cappuccini e secolari che dirigono le varie operazioni e danno aiuto ai bisognosi.

Fattosi animo e distolto lo sguardo da tanta miseria, Renzo s’inoltra fra le capanne, ‘facendo capolino in ognuna’, osserva i letti temendo di vedere ciò che lui non vuol vedere e va avanti in quello scenario di dolore e morte che anche l’aria concorre a rendere, se mai possibile, ancora più triste. Infatti la fitta nebbia e i cupi nuvoloni danno ‘idea d’un annottar tempestoso’ senonché dietro a questi una pallida sfera di sole sparge ‘un barlume fioco e sfumato’ e piove ‘un colore morto e pesante’.

Un silenzio agghiacciante…

Tutt’intorno un silenzio agghiacciante rotto solo da lamenti e da gemiti ma, dopo aver girato già un bel poco, Renzo ode un ‘misto singolare di vagiti e di belati’ sicché avvicina lo sguardo allo steccato dal quale proviene quel particolare rumore e vede ‘bambinelli’ distesi su materassini o guanciali o lenzuola allattati dalle balie. Ma quel che più colpisce e commuove il giovane è il vedere delle capre ‘ritte e quiete sopra questo o quel bambino, dargli la poppa; e qualche altra accorre a un vagito … e fermarsi sopra il piccolo allievo … e belare e dimenarsi, quasi chiamando chi venisse in aiuto a tutt’e due’. E più in là, una ‘balia, tutta accorata’ stacca ‘dal suo petto esausto un meschinello piangente’, e va ‘tristemente cercando la bestia, che’ possa ‘far le sue veci’.

Il bimbo dorme.

Qualche altra balia guarda compiaciuta il bimbo che si è appena addormentato dopo aver finito di allattare; qualche altra accorre a salvare un piccolo che una capra, intenta ad allattarne un altro, sta calpestando; qualche altra porta un neonato vicino ad una capra inesperta che dovrà allattarlo e ne asseconda l’operazione; qualche altra ancora canta una dolce ninna nanna al bimbo che cerca di addormentare.

L’incontro con fra Cristoforo.

Renzo tenta più volte di allontanarsi dallo steccato ma la visione tenera ed insieme triste che sta osservando, lo trattiene fermo per un bel po’. Alla fine si riscuote e inizia il suo cammino e, a poca distanza, vede un cappuccino: padre Cristoforo che, nonostante il suo aspetto sofferente, si dà anima e corpo ad aiutare chi ne ha bisogno.

Dopo i convenevoli, Renzo gli spiega il motivo della sua presenza in quel luogo di sofferenza e il frate gli indica i posti nei quali potrebbe trovare Lucia dicendogli di andare fiducioso ma anche preparato a dover affrontare eventualmente un sacrificio. Dopo aver cercato di calmare l’impulsività di Renzo che ha parole minacciose per don Rodrigo – il quale, con la sua prepotenza, ha ostacolato il suo matrimonio con Lucia costringendoli alla separazione – il frate redarguisce violentemente il giovane e gli prospetta quanto l’odio anche verso chi ti ha fatto del male non sia giustificabile.

Al cospetto di don Rodrigo.

E quando Renzo si scusa per quella reazione inconsulta, padre Cristoforo lo conduce al cospetto di don Rodrigo che, colpito dalla peste, sta per morire: ‘Stava l’infelice immoto: spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra … il petto si sollevava di tanto in tanto, con un respiro affannoso …’.

Il frate dice a Renzo che forse la salvezza di don Rodrigo dipende da lui, Dio forse vuole che Renzo preghi per la salvezza di quell’uomo dal quale ha ricevuto tanto male. Il cappuccino poi tace e inizia a pregare; lo stesso fa Renzo e, dopo essersi salutati, i due si avviano ognuno per la propria strada con la raccomandazione del frate di attendere notizie di Lucia anche se, Dio non voglia, queste dovessero essere brutte.

 

Riassunti Promessi sposi – trentacinquesimo capitoloultima modifica: 2012-04-01T16:21:00+02:00da overflow975
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